Il tema dei canali distributivi dei farmaci, sebbene all’apparenza possa sembrare di esclusivo interesse tecnico, e con ricadute settoriali, in realtà investe tutta la filiera del farmaco, con impatti sulla totalità degli attori coinvolti: istituzioni sanitarie, professionisti sanitari (sia medici che farmacisti), pazienti e caregiver, farmacie, aziende farmaceutiche e società di distribuzione intermedia. La complessità del tema richiede competenze regolatorie, economiche, sanitarie-assistenziali, farmaceutiche, nonché sociali.

In un quadro così articolato, solo affrontando il tema dei canali distributivi in tutte le sue sfaccettature è possibile immaginare sue eventuali modifiche utili a favorire la riforma dell’assistenza di prossimità prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dal conseguente Decreto 23 maggio 2022, n. 77 “Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale” (DM 77).

In questo contesto, il comma 224 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio, prevede una riclassificazione dei farmaci da A/PHT ad A con la conseguente modifica dei canali distributivi di tali farmaci; questo tema è stato affrontato nella prima riunione della nuova CSE (Commissione Scientifica ed Economica) di AIFA avvenuta lo scorso 26 marzo.

Fondazione ReS partecipa attivamente a questo dibattito con il booklet “Canali distributivi dei farmaci e PDTA“, realizzato da Fondazione ReS in collaborazione con le principali associazioni e stakeholders della filiera farmaceutica e con un editoriale apparso su Recenti Progressi in Medicina dove si evidenzia l’effetto domino della rimodulazione dei canali distribuitivi su diversi aspetti inerenti alla cronicità.

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Leggi l’editoriale di Fondazione ReS che ne discute gli aspetti principali.